Pietro Consagra, Galleria Tega, Milano

Piano appeso Alluminio celeste, 1966-67, alluminio dipinto, lastre tagliate, imbullonate, dipinte a spruzzo, 166x132x1,5 cm. Pezzo unico.

Pietro Consagra
14 marzo - 28 aprile 2017
Milano, Galleria Tega

La mostra pone l’accento sull’attività dello scultore durante gli anni Sessanta del XX secolo, accostando a tipiche opere di quel periodo riflessioni che Pietro Consagra andava facendo sul linguaggio della scultura e sul suo rapporto con le altre arti. Proprio dell’epoca sono infatti le considerazioni dell’artista circa il confronto con l’architettura, tema centrale della sua attività, senza la conoscenza del quale non se ne può comprendere appieno la grandezza e la portata concettuale.
Ciò che il pubblico può trovare in mostra sono circa trenta opere di medie dimensioni che datano dalla seconda metà degli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Sessanta: spesso modelli di realizzazioni più imponenti dei Colloqui frontali e dei monocromi Ferri trasparenti o sculture a carattere minimale, come gli Inventari, che transitano sulle pareti come in uno spazio infinito, in un non luogo. L’uso di materiali diversi, le incursioni sempre più frequenti nella progettazione di stampo architettonico – seppur da un punto di vista prettamente scultoreo – fino alla varietà delle composizioni su un impianto formale ben definito, dimostrano come Consagra abbia saputo incidere sul dibattito interdisciplinare in maniera del tutto personale, con risultati e considerazioni teoriche tutt’altro che scontate e, anzi, oggi di piena attualità. L’artista è stato infatti capace di rispondere alle variazioni dello “spirito del tempo” con soluzioni formali sempre coerenti. Se da un lato è infatti rimasto fedele a un proprio assunto iniziale – su tutto la frontalità dell’opera – dall’altro Consagra è stato capace di immergersi nel mutevole dibattito che, in quegli stessi cruciali decenni del XX secolo, ha visto l’arte passare dalla piena Modernità alle inquietudini post-moderne.
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